Il Blog di Debora Conti NLP Licensed Trainer
Per saperne di più sull'indipendenza emotiva!
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Scritto da Debora Conti coach di PNL, oltre il giusto peso per sempre,
verso una crescita personale a "tutto tondo" :-)
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Testimonial di NON dieta di Luigia per Giusto Peso Per Sempre:
Vado al lavoro con piacere, sono più rilassata, ho perso 3 kg nello scorso mese e mi sto appassionando alla PNL. Mangio assaporando i bocconi al 100% e trovo che abbiano un sapore nuovo. Cerco di avanzare qualcosa nel piatto, di posare la forchetta e di metterci 20 minuti. Anche le sigarette sono diminuite!
Debora Conti - Articolo classificato in: Dieta, PNL e Formazione, Seminario » il 29 Agosto 2008.

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Ecco la fine del capitolo, che in realtà è la fine della prima parte della storia di Isabella.
Nel libro Come Hanno Fatto a Dimagrire puoi trovare molte altre storie che mostrano come si possono applicare le tecniche di alla gestione del peso, sia in modo conscio che in modo inconscio.

13 ottobre – L’incontro
[…] A cena, racconta a Paolo che Debora non le ha chiesto di fare i classici esercizi come addominali o tapis roulant, ma esercizi sulle sue convinzioni. Le ha suggerito di formulare domande utili da rivolgere alla mente inconscia e
di sviluppare l’idea di essere magra naturalmente.

Paolo, in cuor suo, ha un moto di soddisfazione e amore profondo per la moglie. Finalmente anche lei ha capito. Le scoperte della fisica quantistica, di cui sto leggendo, dicono proprio questo, pensa. Vorrebbe gridarle: Certo, la tua realtà mentale è potente, al pari di quella esterna. Tu puoi scegliere i pensieri che creano le tue azioni. Ma poi si congratula semplicemente con lei e si tiene per sé le nuove scoperte scientifiche. Non vuole parlarne adesso, perché le sta ancora studiando e non sarebbe in grado di spiegare bene i concetti base. Azzarda, però, una domanda: «Isa, quali sono le teorie che stanno dietro questo metodo? Te lo ha detto quella ragazza?»

«Sì, e ne parla anche nel suo libro. È una disciplina americana che si chiama . Come ‘prodotto nazionale lordo’, solo che significa », risponde la moglie con tono professionale. Durante tutto il racconto Isabella si stupisce di quanto Paolo sembri comprensivo visto che, essendo già magro naturalmente, potrebbe non capire il metodo e il suo impegno nell’applicarlo.

Paolo sorride per la spiegazione bizzarra dell’acronimo e non si stupisce affatto che grazie alla si possano risolvere anche i problemi con il cibo e il peso. Agendo a livello neurologico attraverso il linguaggio verbale, Paolo lo sa bene, si può persino arrivare a modificare abitudini radicate in profondità, come diceva appunto – in modo un po’ sintetico – la parola «programmazione». Paolo conosce ciò di cui Isa sta parlando, ma vedendola così piena di entusiasmo ed energia la lascia continuare.

«Insomma, alla fine Debora mi ha fatto un sacco di domande, anche un po’ strane su cosa credevo fosse possibile e se ero convinta di farcela. Mi ha detto una frase che mi ha colpita molto, spero di ricordarmela giusta: ‘Se faccio sempre la stessa cosa per risolvere il mio problema è chiaro che otterrò sempre gli stessi risultati’.

Queste parole mi hanno fatto riflettere. È verissimo, se continuo a fare diete e non funzionano, perché cavolo continuo a farle?»

Tace per cinque secondi, come fosse una pausa teatrale. Ma il movimento continuo degli occhi in alto a destra e a sinistra, per più volte, avanti e indietro, rivela che sta pensando e cercando risposte alle domande che si è appena posta. Quel movimento oculare è stato notato da Paolo che conosce le teorie di William James, primo scopritore del significato dei movimenti oculari. Paolo capisce che in sua moglie qualcosa è cambiato. Isa intanto continua il suo riassunto: «Devo anche stabilire bene il mio obiettivo, in modo che sia espresso in positivo, e che sia specifico, credibile, motivante, visualizzabile, sensorialmente definito e con una scadenza precisa, e poi glielo devo mandare per e-mail».

E aggiunge: «Mi ha detto anche che a lei non interessa analizzare troppo il motivo profondo che mi ha portata a mettere su peso in eccesso. Dice che scoprirlo non mi porterà a più velocemente». Ancora una pausa, questa volta gli occhi sono fissi davanti a sé, oltre la spalla del marito, oltre la parete della cucina, oltre la magnolia del cortile, oltre il quartiere, oltre l’orizzonte nebbioso di Milano.

Poi ricomincia, più lentamente e guardando il marito negli occhi: «Beh, ciò è rincuorante e motivante. Ho sempre pensato che dovevo per forza capire cosa mi era scattato nella mente per essere ingrassata così tanto». Fa una pausa, sorride e dice: «Mi sembra un po’ strano parlare in questo modo, per di più dopo solo un’ora di incontro. Mah! Mi devo preoccupare?»

Ride e fa un respiro profondo: «Poi, c’è stata una cosa meravigliosa, mi ha detto di chiudere gli occhi, mettermi comoda sulla sedia e mi ha fatto rilassare. Aveva una bella voce e alla fine mi sono sentita serena e tranquilla. Ho immaginato di mangiare lentamente e di gustare di più il cibo. Ho visto il mio corpo più magro, ho visto che mi muovevo con maggiore agilità, ho ricordato come Luca si accosta al cibo in maniera istintiva, cioè mangia quando ha fame e smette quando è sazio e io lo imitavo.

È talmente semplice e bello. «In seguito mi ha fatto ripensare all’ultima volta che mi sono abbuffata (lei dice ‘mangiato non per fame’) e mi ha fatto immaginare cosa invece avrei voluto fare.

Non è stato affatto facile e non so se ci sono riuscita bene. Mi sembra di mentire e inventare. Non ho ancora ben capito l’utilità di questo passaggio, comunque poi l’ho fatto, ho percepito che la noia in cucina mi faceva pensare alle patate e allo zola, e allora ho immaginato di aprire la finestra, di respirare un po’ di aria fresca e guardare la magnolia. Ho immaginato che volevo andare a lavarmi i denti e che la mattina seguente mi sarei svegliata senza l’alito pesante e con i denti puliti.»

Bene, pensa Paolo, ha persino corretto un comportamento con una visualizzazione. Isabella ignora ancora che la sua mente può veramente seguire queste nuove indicazioni, perché non sta a sindacare se è meglio una soluzione o l’altra. Lei segue quella che noi suggeriamo con maggior passione. Finalmente, a Paolo sembra che ciò che sta leggendo nei suoi libri di biologia e fisica quantistica si possa concretizzare nelle parole di sua moglie. Come se alla fine segua il paragrafo: «Esempio pratico».

«L’idea mi è piaciuta e dopo mi sono sentita meglio, anche se non so quanto mi servirà. Poi, sempre nella visualizzazione, mi ha fatto immaginare una sensazione che volevo provare dentro di me. Io ho pensato alla tranquillità, perché quando mi abbuffo è proprio quella che mi manca. Per rendere la cosa chiara e automatica, Debora mi ha chiesto di sentire la tranquillità cinque volte al giorno per tre minuti di fila.» Ora che ha terminato il suo racconto, Isabella è esausta e quindi dà la buonanotte al marito, controlla che Luca dorma già nella sua cameretta e si infila sotto le coperte. Prima di addormentarsi però vuole provare subito a sentire la tranquillità dentro di sé per tre minuti. Cerca di individuare il punto del suo corpo in cui l’avverte più intensa ed è il petto, visualizza il colore che per lei rappresenta, un misto di verde delicato e rosa pastello e, in seguito, la immagina muoversi e rigenerarsi dal petto verso l’alto, fino al collo, alla testa e alle spalle, e verso il basso, fino allo stomaco, alle gambe e alla punta dei piedi. Dopo circa due minuti Isabella è già nel mondo dei sogni, per permettere alla sua mente inconscia di rimettere in ordine le esperienze della giornata, in modo da creare nuove connessioni sinaptiche e consolidare le esperienze per il futuro.

I dendriti dei suoi neuroni si combineranno in nuove costruzioni, cioè nuove complesse e miracolose connessioni sinaptiche. Grazie a queste nuove vie di comunicazione, i neurotrasmettitori della tranquillità potranno circolare più facilmente e più frequentemente.

15 ottobre – Test di tranquillità

Durante il week-end Isabella si è impegnata e ha fatto tutto ciò che Debora le ha chiesto. Ha anche testato l’efficacia di sentirsi calma nei momenti difficili. Come le telefonate con la madre, per dirne uno. «Ciao mamma, come stai? Come è andata la settimana? […] Bene, Luca sta bene. Sì, mangia, sta’ tranquilla. Paolo dormiva, si è svegliato adesso.»

La madre inizia con il suo solito discorso che un uomo bisogna trattarlo bene, perché al giorno d’oggi non si sa mai, e che una moglie deve fare la moglie e si deve curare. Vista l’impossibilità di interrompere quelle prediche e di cambiare la testa della madre, Isabella ha deciso da qualche anno di chiamarla solo una volta alla settimana. Ridurre il contatto le ha permesso di non stressarsi più del dovuto. Isabella considera la madre una vera terrorista psicologica.
«Sì, gli ho già preparato qualcosa da mangiare. Cosa credi, che lo faccia morire di fame? No, non è magro, è giusto. Lascialo stare per favore, non fare con lui quello che hai fatto a me.»

Prima la faceva mangiare fino a scoppiare e adesso si lamenta che è grassa, pensa Isabella. Sembra proprio che la figlia abbia chiuso definitivamente i canali della comprensione o del compatimento nei confronti di sua madre, una donna con una vita segnata da tante delusioni. «Coooosa? Fammi capire, gli uomini possono avere la pancia e le donne no? E questa da dove viene? Ti ricordi papà? Lui era magro come Paolo eppure tu non gli hai mai detto niente mi pare. […] Io non sono grassa, sono rotondetta e si dà il caso che a mio marito piaccia così e non me lo devo tenere buono, io, non ne ho bisogno.» Parole dure che inaspriscono l’umore di Isabella. Lo si vede dai muscoli tesi del viso e dal colorito pallido chiazzato di macchie rosee.

A un tratto si accorge di ciò che sta dicendo e ha come un’illuminazione: può generare tranquillità dentro di sé. Questo pensiero le fa rilassare leggermente la fronte e il collo. Immagina la sensazione, da dove nasce, che colore le attribuisce, come la fa muovere nel corpo.

Personalizza anche un po’ l’esercizio perché ha imparato che, aggiungendo un vocalizzo, la sensazione è più efficace. Un impercettibile «Mmmmh» fra la mente e la cavità orale, e si sente sorprendentemente tranquilla con la madre. «Bene, mamma.» Accenna un sorriso che dall’altra parte del filo viene percepito anche se non visto. «Vedo che comunque sei piena di energia e questo mi fa molto piacere.»

Pausa. «Lo so che ti preoccupi per me, ma, vedi, per adesso Paolo mi ama e poi, se un domani finirà, beh, almeno io e Luca avremo gli alimenti, no?» Una risata al telefono con la madre non capitava da quando si parlava del piccolo Luca e delle sue prime scoperte. È decisamente più piacevole ridere piuttosto che arrabbiarsi e Isabella spera di fare così anche la prossima volta. «Mamma, ora ti devo lasciare perché arriva Paolo. Grazie per la chiacchierata e stammi bene. Ci sentiamo la prossima settimana. Ti abbraccio.»

Mentre si conclude la conversazione, arriva Paolo e fa notare alla moglie come il tono della sua voce sembri più caldo, profondo, molto più sexy.

16 ottobre – I «compiti a casa»

La mattina Isabella spedisce i «compiti» a Debora per e-mail. Il giorno prima, domenica, verso le undici, dopo aver dato una sistemata alla casa, ha iniziato a scrivere delle domande da porsi. È stato più difficile di quanto pensasse.

Non si era mai chiesta veramente che cosa domandarsi. Nessuno le aveva mai detto che «la qualità della sua vita dipende dalla formulazione corretta di alcune domande». Chi l’avrebbe detto? Alla fine, dopo qualche tentativo, decide di chiedere aiuto al marito che sembra sorprendentemente ferrato su questo nuovo mondo interiore.

Paolo si sta gustando una tarda colazione a base di latte, cinque biscotti, due mandarini e uno yogurt, e, mentre inzuppa lentamente i biscotti nella tazza fumante, ascolta la moglie e le dà dei consigli. «Questo è importante, Isa, perché quando riuscirai a farti delle domande che ti guideranno dove vorrai, avrai risolto i tuoi problemi», afferma aprendo lo yogurt. «Cosa significa? Che se scelgo le parole giuste non ingrasso?» replica stupita Isabella.

«Esatto.» È incredibile come certe parole abbiano il potere di risuonarci nel cervello per ore e ore, come quando la mattina ci svegliamo con la radio e la prima canzone che ascoltiamo ci resta impressa nella mente per tutta la giornata. Quell’«esatto, esatto, esatto», per Isabella, ha avuto lo stesso effetto.



2 Commenti a “Leggi gratis il primo capitolo di: Come hanno fatto a dimagrire? - parte 3”

  1. Luca scrive:

    Mi sono imbatutto per caso su questo splendido blog!!
    Complimenti :-)

    Luca

  2. susanna scrive:

    per la prima volta mi sono imbattuta in questo blog ed ho letto tante cose interessanti sulle testimonianze di chi ha già ottenuto ottimi risultati.
    mi sono iscritta al seminario di Milano a novembre, e, spero davvero di riuscire anch’io a riprendere in mano la mia vita con la stessa effervescenza di un tempo, che mi ha sempre contraddistinto.
    :-) susanna

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