Oggi come oggi in Italia crescono le scuole di coach e cresce la voglia di fare il lavoro del coach:
coach del lavoro,
coach personale,
coach finanziario,
coach di sportivi,
coach di coppia.
Il coach, a detta di Robert Dilts, nel suo bel libro Il Manuale del Coach a pag. 67:
Il caretaking e la guida si evolvono spesso in un coaching che scende più in profondità , il che comporta l’impostazione di un rapporto diverso con il cliente e l’utilizzo di altri strumenti.
Più avanti, infatti Dilts spiega come il coach vero è il performance coach, quello che, non importa in che ambito, ricerca il raggiungimento del risultato. Il buon coach è il coach che aiuta, che assiste, che da un feedback costruttivo, che accompagna.
Livio Sgarbi nel suo dvd Professione Coach aiuta, con disinvoltura e simpatia, a capire cosa fa e come può crescere un coach oggi.
Oggi, anche in Italia, per fortuna, ci sono molti COACH e non basta più frequentare una scuola. Oggi è fondamentale aggiornarsi, sapere cosa pensano i formatori in Italia, farsi una idea di come si esprimono i più grandi e costruirsi la propria identità di coach.
A mio parere, Livio Sgarbi è un ottimo modello da cui imparare un buono stile per poi adattare aspetti utili al “vestito” coach che si vuole creare addosso a sé.
Quindi, per chi volesse oggi intraprendere la professione del coach consiglio sicuramente 1) di seguire una scuola seria, 2) di studiare altri materiali di altri formatori 3) e di crearsi la propria identità di coach.
Consiglio quindi:
-Professione Coach , di Livio Sgarbi, per modellare e capire in pratica cosa fa un coach secondo Sgarbi
-Il Manuale del Coach, di Robert Dilts, per scoprire le differenze tra il coach e il mentore, da non confondere se non si è pronti… o come un coach può diventare un insegnante.














































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