Certe volte, più che mentire, la memoria si dice “che inganni”. Eppure la memoria è di competenza mentale e, di per sé, non mente mai. Quando siamo sotto esame o davanti a una persona importante e pare proprio che non ci ricordiamo quel dato o il suo nome, è un problema. ![]()
La memoria può essere coltivata da due punti di vista: quello emotivo e quello tecnico. Io ritengo che una non escluda l’altra. Sapere che la memoria può tornarmi utile esattamente quando voglio e sapere che la posso anche allenare è un grande sollievo.
Vorrei parlare di un libro di un amico che ho molto apprezzato e dal quale ho riscontrato immediati benefici applicandomi (neanche tanto) sugli esercizi proposti. il titolo del libro è Il Segreto di una Memoria Prodigiosa, Gribaudo, scritto da Matteo Salvo.
Prima di scrivere di questo libro ho contattato Matteo, un ragazzo che oltre a ricordarsi i nomi di tutti, emana equilibrio e serenità ogni volta che lo vedo, e gentilmente mi ha fornito del materiale che vorrei condividere con chi legge. Ecco due sue riflessioni:
Sembra che di memoria non ce ne sia una sola. C’è chi ricorda facilmente i nomi, ma dimentica i numeri telefonici. Come mai?
In realtà ci sono diversi tipi di memoria. Senza addentrarci troppo nello specifico possiamo catalogare tre diversi tipi di memoria.
La prima è temporale ed è responsabile di quanto permane nella memoria il ricordo, se a breve, a medio o a lungo termine.
La seconda è sensoriale ed è legata al senso che utilizziamo di più per registrare le informazioni. Alcuni utilizzano di più il canale visivo e per loro sarà molto più semplice ricordare la fisionomia di una persona che hanno incontrato piuttosto che il nome, per altri il canale uditivo, per altri quello olfattivo, per altri quello legato alle sensazioni che proviamo quando la nostra pelle viene a contatto con qualcosa, per altri il canale legato al gusto.
Ovviamente dipende sempre dal tipo di impulso che la nostra mente riceve in quanto un’immagine di un campanile è difficile che coinvolga il senso del gusto ad esempio. Uno dei segreti per ricordare molto bene è coinvolgere sempre i nostri cinque sensi. Questo utilizzo collettivo dei 5 sensi si chiama sinestesia e rafforza molto il ricordo. E’ come se immaginassimo di sostenere una trave con cinque catene anziché una sola.
Molte volte osserviamo una foto e pensiamo che l’unico senso che ci serva sia quello della vista. In realtà se iniziassimo ad immergerci nell’immagine e immaginassimo il suono che ascolta chi si trova di fronte a quel paesaggio, il profumo delle cose che compaiono nell’immagine e, se ad esempio ci fossero dei fiori, immaginare di prenderne qualche petalo e di addentarlo dolcemente dopo che lo abbiamo raccolto con la consapevolezza della sua morbidezza al tatto sicuramente avremo una percezione delle cose e del mondo molto diversa rispetto a quella attuale. Sentiremo le emozioni che si amplificano e il ricordo che si imprime in modo molto più forte nella nostra mente.
Il terzo tipo di memoria è quello legato ai movimenti ed è quello che ci permette di camminare, suonare, guidare la macchina in modo totalmente automatico senza dover pensare ogni volta alle cose da fare.
I fattori emotivi possono incidere sulla memoria?
Assolutamente sì. Le emozioni giocano un ruolo fondamentale proprio perché la nostra memoria è emotiva. Non a caso si dice che il primo bacio non si scordi mai. Tutto quello che suscita una forte emozione viene registrato in modo spontaneo dalla nostra mente. Se pensiamo ad un qualcosa che ci è successo quando eravamo bambini e che ricordiamo molto bene anche se era una cosa priva di importanza sicuramente ci renderemo conto che in quel momento avevamo provato un’emozione particolare.














































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