Una frase di Ricky mi fa venire voglia di pensare un po’ alla struttura dei nostri pensieri e dei nostri comportamenti.
Riccardo Circi, amico e formatore (Lifex.it) ha posto questa domanda l’altro giorno sul Forum Giusto Peso Per Sempre che vorrei riportare qui:
Come puoi confrontarti con una persona partendo solo dai risultati che questa ottiene?
Eh, certo! Come posso paragonare la mia vita a quella di chi magari ha più successo, o a me così pare, se mi fermo solo ai risultati? E i suoi “flussi di pensiero” dove li metto?
E ciò di cui lui/lei è/era convinto dove lo metto? E le cose che si ripete e su cui pone l’attenzione dove le mettiamo?
Vedere la nostra vita scorrere e lamentarsi comparandola ai successi degli altri non ci aiuta per niente.
Vedere la nostra vita dal punto di vista della struttura, cioè di ciò che penso, credo, faccio, mi aspetto, mi dico, ecc… mi dà il POTERE di agire.
Ecco la bellezza della pratica della PNL.
Altra citazione dal sito dell’amico Ricky e dal suo collega formatore Alberto De Panfilis (Lifex.it) è propria dell’autore che vorrei consigliare qui oggi:
Definisco questa l’era della psicotecnologia, un’epoca in cui cominceremo a sprigionare gli incredibili poteri e le qualità che ci sono innati.
Paul McKenna è stato mio insegnante e ho imparato molto da lui, dalle sue tecniche, dal suo modo di pensare e come lo presentava sapientemente ai corsi. Per poter rispondere alla domanda iniziale, suggerisco questo suo libro da leggere:
Cambia vita in 7 giorni (Paul McKenna,12€, Tea)
e di non fermarsi a guardare da fuori la vita delle altre persone e da dentro la nostra, criticando il mancato risultato.
Con questo libro (Cambia vita in 7 giorni) possiamo a cominciare a guardare la vita di chi ottiene ciò che vogliamo da dentro e capire meglio perché chi ci riesce ci riesce e … chi non ci riesce non ci riesce…
Secondo la PNL (programmazione neurolinguistica), il successo non è pura fortuna è il saper cogliere la fortuna
e replicarne la struttura. Secondo il libro di McKenna, per cambiare non bisogna aspettare che la vita ci induca a farlo, possiamo sceglierlo noi e provocarlo sapientemente.
Ecco una storia che vorrei riportare dalla versione inglese che posseggo del libro:
When Elvis Presley arrived at a new concert venue, he would have his dressing room trailer placed exactly 1000 yards away from the arena. No matter what state of mind he was in when he left his dressing room, he would use the 1000-yard walk to guide himself into a state of confidence and charisma that was so tangible people would sense his presence and begin cheering even before he entered the building.
Che se posso orase una abbozzata traduzione fa così:
Quando Elvis Presley arrivata sul luogo di un concerto, aveva sempre il suo camerino montato a una distanza di 1000 iarde dallo stadio. Non importa in che stato si trovasse quando usciva dal camerino, lui usava la passerella di 1000 iarde per guidare se stesso alla fiducia in sé e al carisma necessari che erano talmente tangibili che - leggenda vuole - venivano percepiti dal pubblico urlante ancora prima che Elvis Persley entrasse nello stadio.
Come Elvis Presley nella passeggiata passerella, anche noi nella vita prima degli eventi ci possiamo preparare e scegliere lo stato d’animo più adatto.
Non sprechiamo le nostre passerelle!















































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