italiano
english
français
español
Il Blog di Debora Conti

Per saperne di più sull'indipendenza emotiva!

Per leggere di crescita personale, formatori, giusto peso per sempre, pnl, e, perché no, i nostri comportamenti, i nostri pensieri, le nostre sfide e i nostri successi.

Scritto da Debora Conti coach di PNL, oltre il giusto peso per sempre,
verso una crescita personale a "tutto tondo" :-)
ISCRIVITI QUI ALLA NEWSLETTER
Per ricevere offerte e sconti riservati, inserisci il tuo
indirizzo email. E’ Gratis!
Testimonial di NON dieta di Ubaldo per Giusto Peso Per Sempre:
Ho” buttato via” 21 Kg in 11 mesi, dalla 60 alla 52. Sono quasi 50enne e sono un uomo nuovo: non solo fuori! Certo, peso di meno, ma mi sento una persona nuova grazie agli strumenti appresi da Debora.

alessiobuccella Mi scrive Alessio Buccella (vedi qui il suo sito), musicista jazz - di cui puoi ascoltare anche la sua musica online esattamente qui ed è molto figa (si può dire?, si che si può!) - insomma, mi scrive Alessio che non conoscevo prima e mi scrive questa divertente e solare email, eccola:

Ciao Debora,
eccomi qua con davanti un monitor cercando di esprimerti un qualcosa di cui non sono a conoscenza.
Come potrei definire questa “cosa”? Riconoscenza? Ringraziamento? Gratitudine?

Chiamiamola “RicoGraziTudine” e non parliamone più.

Ho ricevuto il tuo libro con dedica in regalo dalla mitica Alessandra O. che adoro. Grazie delle belle parole della dedica.

Non amo le mail prolisse, quindi proverò a dirti in poche righe cosa mi sta succedendo.

Sono alto 1,67, sono un pianista jazz (ma non sono un purista, adesso suono con Povia) e pesavo, fino a 4 anni fa, 94 chili.
Sono partito con una /palestra che mi ha fatto perdere dieci chili.
Arrivato a 84 chili TUTTO FERMO; ho riniziato, senza rendermene conto, a e a concedermi quei piccoli “sgarri” che sono diventati TANTI sgarri che sono diventati abitudine…Non ho ripreso peso ma non sono più riuscito a scendere.
Poi il tuo libro.
Devo dirti la verità all’inizio ho guardato il libro pensando “Eccone un’altra…
Poi le righe hanno iniziato a scorrere veloci e mi rendevo conto che l’unica cosa di cui mi stavo abbuffando era il tuo libro.
In alcuni punti mi sono esaltato (Noi siamo ciò che vogliamo diventare…), in altri ho quasi bestemmiato, in altri mi sono maledetto per non aver capito prima delle cose così semplici.

alessiobuccellasaxHo iniziato a visualizzare, ho iniziato ad ascoltarti, ho iniziato a pensare al cibo mentre mangio e non tutto il giorno tranne che a tavola, ho iniziato a mollare la forchetta masticando bene (devo dire all’inizio con moltissima difficoltà).
Ieri sera il massimo! Ho lasciato POCO MENO DI MEZZO PIATTO DI PENNE POMODORO E SCAMORZA! Mangiando piano e lasciando le posate ad ogni boccone la “sazietà” è arrivata prima (non so dirti se sono stati esattamente 21 minuti).

Mi sono pesato e…per la prima volta sono sotto gli 80 chili, MAI SUCCESSO!
Lunedì mi iscriverò di nuovo in palestra che ho mollato da un anno, ma ci andrò con un altro spirito.
Insomma cara Debora, ho iniziato a perdere peso senza accorgermene, senza “iniziare” una , senza “dover” fare qualcosa ma semplicemente pensando un po’ di più ed avendo un po’ più consapevolezza su ciò che inserisco nel mio povero corpo.
Sono quasi le 20.30, 15000 persone stanno aspettando solo noi quindi vado a spaccare tutto con un’energia letteralmente riscoperta…qualche nota sarà anche per te.
Un saluto, anzi sette.
Alessio Buccella

Beh, intanto ti ringrazio Alessio delle note dedicatemi…

Poi Alessio ed io ci siamo sentiti per chiedergli se potevo rendere la sua email un blog e mi ha raccontato che procede bene e con soddisfazione.
Grazie Alessio per la tua testimonianza!

Articoli collegati:

come_hanno_fatto_a_dimagrire

Ecco la fine del capitolo, che in realtà è la fine della prima parte della storia di Isabella.
Nel libro Come Hanno Fatto a Dimagrire puoi trovare molte altre storie che mostrano come si possono applicare le tecniche di alla gestione del peso, sia in modo conscio che in modo inconscio.

13 ottobre – L’incontro
[…] A cena, racconta a Paolo che Debora non le ha chiesto di fare i classici esercizi come o tapis roulant, ma esercizi sulle sue convinzioni. Le ha suggerito di formulare domande utili da rivolgere alla mente inconscia e
di sviluppare l’idea di magra naturalmente.

Paolo, in cuor suo, ha un moto di soddisfazione e amore profondo per la moglie. Finalmente anche lei ha capito. Le scoperte della fisica , di cui sto leggendo, dicono proprio questo, pensa. Vorrebbe gridarle: Certo, la tua realtà mentale è potente, al pari di quella esterna. Tu puoi scegliere i pensieri che creano le tue azioni. Ma poi si congratula semplicemente con lei e si tiene per sé le nuove scoperte scientifiche. Non vuole parlarne adesso, perché le sta ancora studiando e non sarebbe in grado di spiegare bene i concetti base. Azzarda, però, una domanda: «Isa, quali sono le teorie che stanno dietro questo metodo? Te lo ha detto quella ragazza?»

«Sì, e ne parla anche nel suo libro. È una disciplina americana che si chiama . Come ‘prodotto nazionale lordo’, solo che significa », risponde la moglie con tono professionale. Durante tutto il racconto Isabella si stupisce di quanto Paolo sembri comprensivo visto che, essendo già magro naturalmente, potrebbe non capire il metodo e il suo impegno nell’applicarlo.

Paolo sorride per la spiegazione bizzarra dell’acronimo e non si stupisce affatto che grazie alla si possano risolvere anche i problemi con il cibo e il peso. Agendo a livello neurologico attraverso il linguaggio verbale, Paolo lo sa bene, si può persino arrivare a modificare abitudini radicate in profondità, come diceva appunto – in modo un po’ sintetico – la parola «programmazione». Paolo conosce ciò di cui Isa sta parlando, ma vedendola così piena di entusiasmo ed energia la lascia continuare.

«Insomma, alla fine Debora mi ha fatto un sacco di domande, anche un po’ strane su cosa credevo fosse possibile e se ero convinta di farcela. Mi ha detto una frase che mi ha colpita molto, spero di ricordarmela giusta: ‘Se faccio sempre la stessa cosa per risolvere il mio problema è chiaro che otterrò sempre gli stessi risultati’.

Queste parole mi hanno fatto riflettere. È verissimo, se continuo a fare diete e non funzionano, perché cavolo continuo a farle?»

Tace per cinque secondi, come fosse una pausa teatrale. Ma il movimento continuo degli occhi in alto a destra e a sinistra, per più volte, avanti e indietro, rivela che sta pensando e cercando risposte alle domande che si è appena posta. Quel movimento oculare è stato notato da Paolo che conosce le teorie di William James, primo scopritore del significato dei movimenti oculari. Paolo capisce che in sua moglie qualcosa è cambiato. Isa intanto continua il suo riassunto: «Devo anche stabilire bene il mio obiettivo, in modo che sia espresso in positivo, e che sia specifico, credibile, motivante, visualizzabile, sensorialmente definito e con una scadenza precisa, e poi glielo devo mandare per e-mail».

E aggiunge: «Mi ha detto anche che a lei non interessa analizzare troppo il motivo profondo che mi ha portata a mettere su peso in eccesso. Dice che scoprirlo non mi porterà a più velocemente». Ancora una pausa, questa volta gli occhi sono fissi davanti a sé, oltre la spalla del marito, oltre la parete della cucina, oltre la magnolia del cortile, oltre il quartiere, oltre l’orizzonte nebbioso di Milano.

Poi ricomincia, più lentamente e guardando il marito negli occhi: «Beh, ciò è rincuorante e motivante. Ho sempre pensato che dovevo per forza capire cosa mi era scattato nella mente per ingrassata così tanto». Fa una pausa, sorride e dice: «Mi sembra un po’ strano parlare in questo modo, per di più dopo solo un’ora di incontro. Mah! Mi devo preoccupare?»

Ride e fa un respiro profondo: «Poi, c’è stata una cosa meravigliosa, mi ha detto di chiudere gli occhi, mettermi comoda sulla sedia e mi ha fatto rilassare. Aveva una bella voce e alla fine mi sono sentita serena e tranquilla. Ho immaginato di lentamente e di gustare di più il cibo. Ho visto il mio corpo più magro, ho visto che mi muovevo con maggiore agilità, ho ricordato come Luca si accosta al cibo in maniera istintiva, cioè mangia quando ha fame e smette quando è sazio e io lo imitavo.

È talmente semplice e bello. «In seguito mi ha fatto ripensare all’ultima volta che mi sono abbuffata (lei dice ‘mangiato non per fame’) e mi ha fatto immaginare cosa invece avrei voluto fare.

Non è stato affatto facile e non so se ci sono riuscita bene. Mi sembra di mentire e inventare. Non ho ancora ben capito l’utilità di questo passaggio, comunque poi l’ho fatto, ho percepito che la noia in cucina mi faceva pensare alle patate e allo zola, e allora ho immaginato di aprire la finestra, di respirare un po’ di aria fresca e guardare la magnolia. Ho immaginato che volevo andare a lavarmi i denti e che la mattina seguente mi sarei svegliata senza l’alito pesante e con i denti puliti.»

Bene, pensa Paolo, ha persino corretto un comportamento con una visualizzazione. Isabella ignora ancora che la sua mente può veramente seguire queste nuove indicazioni, perché non sta a sindacare se è meglio una soluzione o l’altra. Lei segue quella che noi suggeriamo con maggior passione. Finalmente, a Paolo sembra che ciò che sta leggendo nei suoi di biologia e fisica si possa concretizzare nelle parole di sua moglie. Come se alla fine segua il paragrafo: «Esempio pratico».

«L’idea mi è piaciuta e dopo mi sono sentita meglio, anche se non so quanto mi servirà. Poi, sempre nella visualizzazione, mi ha fatto immaginare una sensazione che volevo provare dentro di me. Io ho pensato alla tranquillità, perché quando mi abbuffo è proprio quella che mi manca. Per rendere la cosa chiara e automatica, Debora mi ha chiesto di sentire la tranquillità cinque volte al giorno per tre minuti di fila.» Ora che ha terminato il suo racconto, Isabella è esausta e quindi dà la buonanotte al marito, controlla che Luca dorma già nella sua cameretta e si infila sotto le coperte. Prima di addormentarsi però vuole provare subito a sentire la tranquillità dentro di sé per tre minuti. Cerca di individuare il punto del suo corpo in cui l’avverte più intensa ed è il petto, visualizza il colore che per lei rappresenta, un misto di verde delicato e rosa pastello e, in seguito, la immagina muoversi e rigenerarsi dal petto verso l’alto, fino al collo, alla testa e alle spalle, e verso il basso, fino allo stomaco, alle gambe e alla punta dei piedi. Dopo circa due minuti Isabella è già nel mondo dei sogni, per permettere alla sua mente inconscia di rimettere in ordine le esperienze della giornata, in modo da creare nuove connessioni sinaptiche e consolidare le esperienze per il futuro.

I dendriti dei suoi neuroni si combineranno in nuove costruzioni, cioè nuove complesse e miracolose connessioni sinaptiche. Grazie a queste nuove vie di comunicazione, i neurotrasmettitori della tranquillità potranno circolare più facilmente e più frequentemente.

15 ottobre – Test di tranquillità

Durante il week-end Isabella si è impegnata e ha fatto tutto ciò che Debora le ha chiesto. Ha anche testato l’efficacia di sentirsi calma nei momenti difficili. Come le telefonate con la madre, per dirne uno. «Ciao mamma, come stai? Come è andata la settimana? […] Bene, Luca sta bene. Sì, mangia, sta’ tranquilla. Paolo dormiva, si è svegliato adesso.»

La madre inizia con il suo solito discorso che un uomo bisogna trattarlo bene, perché al giorno d’oggi non si sa mai, e che una moglie deve fare la moglie e si deve curare. Vista l’impossibilità di interrompere quelle prediche e di cambiare la testa della madre, Isabella ha deciso da qualche anno di chiamarla solo una volta alla settimana. Ridurre il contatto le ha permesso di non stressarsi più del dovuto. Isabella considera la madre una vera terrorista psicologica.
«Sì, gli ho già preparato qualcosa da . Cosa credi, che lo faccia morire di fame? No, non è magro, è giusto. Lascialo stare per favore, non fare con lui quello che hai fatto a me.»

Prima la faceva fino a scoppiare e adesso si lamenta che è grassa, pensa Isabella. Sembra proprio che la figlia abbia chiuso definitivamente i canali della comprensione o del compatimento nei confronti di sua madre, una donna con una segnata da tante delusioni. «Coooosa? Fammi capire, gli uomini possono avere la pancia e le donne no? E questa da dove viene? Ti ricordi papà? Lui era magro come Paolo eppure tu non gli hai mai detto niente mi pare. […] Io non sono grassa, sono rotondetta e si dà il caso che a mio marito piaccia così e non me lo devo tenere buono, io, non ne ho bisogno.» Parole dure che inaspriscono l’umore di Isabella. Lo si vede dai muscoli tesi del viso e dal colorito pallido chiazzato di macchie rosee.

A un tratto si accorge di ciò che sta dicendo e ha come un’illuminazione: può generare tranquillità dentro di sé. Questo pensiero le fa rilassare leggermente la fronte e il collo. Immagina la sensazione, da dove nasce, che colore le attribuisce, come la fa muovere nel corpo.

Personalizza anche un po’ l’esercizio perché ha imparato che, aggiungendo un vocalizzo, la sensazione è più efficace. Un impercettibile «Mmmmh» fra la mente e la cavità orale, e si sente sorprendentemente tranquilla con la madre. «Bene, mamma.» Accenna un sorriso che dall’altra parte del filo viene percepito anche se non visto. «Vedo che comunque sei piena di energia e questo mi fa molto piacere.»

Pausa. «Lo so che ti preoccupi per me, ma, vedi, per adesso Paolo mi ama e poi, se un domani finirà, beh, almeno io e Luca avremo gli alimenti, no?» Una risata al telefono con la madre non capitava da quando si parlava del piccolo Luca e delle sue prime scoperte. È decisamente più piacevole ridere piuttosto che arrabbiarsi e Isabella spera di fare così anche la prossima volta. «Mamma, ora ti devo lasciare perché arriva Paolo. Grazie per la chiacchierata e stammi bene. Ci sentiamo la prossima settimana. Ti abbraccio.»

Mentre si conclude la conversazione, arriva Paolo e fa notare alla moglie come il tono della sua voce sembri più caldo, profondo, molto più sexy.

16 ottobre – I «compiti a casa»

La mattina Isabella spedisce i «compiti» a Debora per e-mail. Il giorno prima, domenica, verso le undici, dopo aver dato una sistemata alla casa, ha iniziato a scrivere delle domande da porsi. È stato più difficile di quanto pensasse.

Non si era mai chiesta veramente che cosa domandarsi. Nessuno le aveva mai detto che «la qualità della sua dipende dalla formulazione corretta di alcune domande». Chi l’avrebbe detto? Alla fine, dopo qualche tentativo, decide di chiedere aiuto al marito che sembra sorprendentemente ferrato su questo nuovo mondo interiore.

Paolo si sta gustando una tarda colazione a base di latte, cinque biscotti, due mandarini e uno yogurt, e, mentre inzuppa lentamente i biscotti nella tazza fumante, ascolta la moglie e le dà dei consigli. «Questo è importante, Isa, perché quando riuscirai a farti delle domande che ti guideranno dove vorrai, avrai risolto i tuoi problemi», afferma aprendo lo yogurt. «Cosa significa? Che se scelgo le parole giuste non ingrasso?» replica stupita Isabella.

«Esatto.» È incredibile come certe parole abbiano il potere di risuonarci nel per ore e ore, come quando la mattina ci svegliamo con la radio e la prima canzone che ascoltiamo ci resta impressa nella mente per tutta la giornata. Quell’«esatto, esatto, esatto», per Isabella, ha avuto lo stesso effetto.

Articoli collegati:

come_hanno_fatto_a_dimagrire

Il capitolo prosegue così:

9 ottobre – Azione!

Come ogni lunedì mattina Isabella esegue il suo rituale con la bilancia. Mentre si toglie il pigiama e fa la pipì pensa che ieri ha comunque mangiato due volte. Nuda, appena alzata, prima del caffè e dopo andata in bagno, sale sulla pedana. Per fare ciò appoggia una mano sul lavandino e la bilancia segna 65 kg. Poi toglie la mano e l’ago corregge il suo giudizio. Al mattino, Isabella pesa 67 kg. Chissà stasera quanto peserò? si chiede subito. Forse se mangio poco, ma veramente poco, caro piccolo aghetto non ti sposterai…

Il suo è il classico piano d’azione di chi non ha un piano. Sulla rivista che aveva sfogliato mentre aspettava di farsi stirare i capelli per il matrimonio, aveva letto che se si riducono i carboidrati lo stomaco si sgonfia. Quello era in effetti il suo obiettivo. Il problema era che l’articolo non precisava né il motivo per cui lo stomaco si sarebbe dovuto sgonfiare, né di quanto e per quanto tempo bisognava ridurre l’apporto di carboidrati, né a quali carenze nutrizionali si andava incontro. Eretta e nuda, con gli occhi fissi su quel verdetto digitale, Isabella dichiara: «Non mangerò pane e pasta per venti giorni». Ma come affrontare il calo di energia e, soprattutto, cosa al posto della pasta? Il fatto di non avere un’educazione alimentare adeguata per fronteggiare queste evenienze la spaventa meno di non riuscire a vedere il numerino sulla bilancia se si mette bella dritta. La pancia lo copre e questo la fa rabbrividire.

La giornata è stata tutto sommato positiva. È riuscita a non carboidrati, ma solo un pezzettino di focaccia che le hanno offerto al solito self service. L’ha accettato per non sembrare maleducata. La pancia è rimasta la stessa e, quindi, pensa di non aver fatto alcun danno. La sera bisogna ripetere il rito della bilancia e Isabella mangia di conseguenza, sapendo che tre ore dopo si peserà di nuovo. E la giornata di privazioni ha dato, in apparenza, i suoi frutti.

Il peso dichiarato dallo strumento è esattamente 67,3 kg. Un ottimo risultato tenendo conto dell’acqua bevuta e della stanchezza. A fine serata, mentre Luca sta già dormendo nella sua cameretta e Paolo sta leggendo un libro di fisica sprofondato nella poltrona della sala vicino alla grande lampada anni Settanta, Isabella inizia, in cucina, un monologo con se stessa.

Nella pentola sono avanzate dalla cena un po’ di patate e lei le sta coprendo con il cellofan. Poi, all’improvviso, gli occhi di Isabella vedono la sua mano destra sollevare la pellicola e le dita della mano sinistra intrufolarsi per afferrare una, poi due, tre patate arrosto. Fredde. Ecco il suo dialogo interiore: a ogni pensiero «A» si accompagna il pensiero «B» corrispondente.

Pensiero A di Isabella
Chi se ne frega! Ormai mi
sono pesata. È tardi. Almeno
mi godo due patate avanzate
dalla cena.
Pensiero B di Isabella
Come faccio a trovarmi sempre
in queste situazioni? E
non me ne accorgo prima.

Pensiero A di Isabella
E anche un pezzettino di
zola, e il pane avanzato, e
una sorsata di Coca, per digerire
meglio.
Pensiero B di Isabella
Chi se ne frega, io non voglio
certo morire di fame…
per tutta la ! Almeno
mangio e me la godo, non
come quei manici di scopa.
E mio marito mi dice che
sono Isabbbona IsaTanta.

Pensiero A di Isabella
Il fondente non ingrassa. Il
cioccolato mette di buon
umore, una brioche mica
mi farà male…
Pensiero B di Isabella
Ma sarà un complimento?

Pensiero A di Isabella
Ho già sforato con pasta e
patate. Ormai, cosa vuoi
che faccia una brioche, almeno
me la godo!
Pensiero B di Isabella
Oppure si è accorto che sono
ingrassata?

10 ottobre – Il dopo abbuffata

Anche se la sera prima Isa ha fatto tardi, alle sette suona la sveglia e bisogna cominciare una nuova giornata. Oddio, mi sento così piena e ho ancora un pezzo di brioche tra i denti, pensa appena infilati i piedi negli zoccoli. Bleah! Le mani mi puzzano di zola… me le sono lavate ieri dopo quella abbuffata?

Isabella ripete il rito della mattina precedente: 67 kg! «Evvai, non ho messo su niente ieri sera! Sono troppo forte e ho il metabolismo che funziona da dio!» La sera, un po’ per il ciclo che sta arrivando, un po’ per lo stress e la tensione, Isabella farebbe bene a non pesarsi: 67,8 kg. La semplice azione di controllare ogni dodici ore la bilancia ha la capacità di renderla euforica o delusa. Come se il proprio peso corporeo potesse stabilizzarsi o compromettersi
ogni dodici ore.

11 ottobre – Sono grassa
7.12: ancora 67,5 kg. «Sono grassa», ecco la sentenza del mattino. Alcuni di noi iniziano la giornata con un sorriso, ascoltando il canto degli uccellini fuori dalla finestra. Altri ringraziano Dio per essersi svegliati ancora su questa terra. Altri ancora ripetono dentro di sé frasi energiche e «pompanti». Isabella, invece, regala a se stessa un bel «sono grassa»! A queste due paroline non proprio incoraggianti si accompagnano un senso di tristezza e smarrimento che lei avverte nel petto e si guarda bene dall’allontanare. Questo stato d’animo negativo perdura anche in ufficio. Alle 13.40 Isabella inizia la sua tipica pausa pranzo, davanti al computer, con una barretta di cereali.

Cerca su Google: , dimagrisci con la , e trova il sito www.giustopesopersempre.com. Ci clicca sopra.
È di una certa .
«E chi è?»
Dà un’occhiata in giro e poi decide di scaricare un ebook, cioè un libro elettronico, gratuito. Speriamo che non sia la solita sfilza di pensieri positivi o frasi da esaltati, pensa Isabella.

Isabella legge
Vuoi perdere peso facilmente? Sì.
Vuoi tutto quello che desideri e restare in forma? Sì.
Vuoi tornare al tuo peso giusto per sempre? Magari!
Vuoi sentirti veramente felice con il tuo corpo? Certo.
Fai fatica a perdere quei chili in eccesso? Eh, ma va?
Ti piacerebbe smettere di abbuffarti di nascosto? Come fa a saperlo?

Articoli collegati:

come_hanno_fatto_a_dimagrire Ecco in questo e nei prossimi 2 post il primo capitolo del libro Come Hanno Fatto a Dimagrire

Per facilitare la lettura di questo lungo testo ti consiglio di stamparti le pagine.

Buona lettura!

7 ottobre – Il vestito per il matrimonio

ISABELLA non ha mai dimenticato la mattina in cui si è accorta di grassa. Era luglio e si era appena alzata. Aveva vissuto gli ultimi sette anni osservando la propria come in una bolla di vetro, nel cui vuoto silenzio si sentiva
rinchiusa senza scampo. Eccola seduta sul divano a non guardare la televisione, con il figlio e il marito. Una data precisa poteva separare il prima dal dopo. Un giorno, un negozio e un vestito. Dal 1999 mi sento senza ossigeno, mi manca l’aria, come quando fai una gita in montagna, ma non sei allenata, e sali, sali, non accorgendoti che non ti godi più la passeggiata, perché è diventata una corsa forsennata verso la vetta, pensa Isabella.

Dal luglio del 1999 aveva lentamente, ma inesorabilmente, imprigionato se stessa in una bolla iridescente, tanto sferica e diafana quanto mortale e soffocante. E questa consapevolezza la coglie ora all’improvviso, come lo scoppio di un temporale che si è preparato a lungo.

Il piccolo Luca gioca con il cuscino e Paolo è in stato ipnotico davanti allo schermo. in uno stato ipnotico significa rivolgere l’attenzione di tutti i sensi verso un unico oggetto, escludendo ogni altro stimolo. Un po’ come quando si guida l’automobile. Anche Isabella è completamente assorbita. Ma se per Paolo, l’oggetto ipnotico è il film , per Isabella i muscoli di sono meno importanti del tumulto che si agita nella sua mente.

E toccandosi la pancia, accenna un breve commento conclusivo sulla giornata: «Oggi si è sposato Bruno e io mi trovo qui, esausta, dopo questo lungo matrimonio, con il ventre strapieno, che si allarga e tira, tira, come se volesse testare l’elasticità della mia pelle. I matrimoni non mi piacciono, dovrebbero abolire quelle mangiate interminabili, dare la benedizione e via, tutti a casa. Mi sento scoppiare. Trecento invitati, tre primi, due secondi, non so quanti sorbetti per spezzare – poi, cosa si spezza non lo so –, ore interminabili di musica pop revival, cravatte tagliate e altri regali inutili per racimolare venti euro oltre i duecentocinquanta già dati. Tutti se ne stavano a , ridere, , chiacchierare, , cantare, …»

E intanto Ettore scopre che Elena di Sparta è salita a bordo della nave con il fratello. A questo punto, l’eroe elenca diversi tipi di amore, non solo quello fra uomo e donna, ma fra padre e figlio, fra re e popolo, fra soldato e terra. Portare Elena con loro è stato un grave errore e tutti ne pagheranno le conseguenze. Anche se la concentrazione del marito è totalmente rivolta al film, parte della sua attenzione viene catturata dai suoni provenienti dalla cavità orale della moglie. Come se una voce interna gli suggerisse di rispondere e di non lasciare inascoltato quello sfogo. Con le sue proverbiali pacatezza e saggezza, Paolo mostra di comprenderla: «Lo so cara, ti capisco. Domani stiamo tranquilli e ci facciamo un brodino. Ok?»

Aveva iniziato così bene. Sembrava proprio aver capito lo stato d’animo della moglie, ma poi si è fregato con le sue mani, candidando il brodino a pranzo domenicale. Se questa non fosse stata una giornata tremenda per Isabella, la battuta del brodino potrebbe anche passare inosservata o, addirittura, apprezzata come un consiglio utile. Ma oggi lei non è dell’umore giusto.

Quel giorno di luglio in cui Isabella si è accorta di diventata grassa è stato lo stesso in cui ha ricevuto l’invito formale al matrimonio del loro amico e ha deciso di andarsene in centro per cercare un abito adatto al clima autunnale di inizio ottobre, periodo in cui si sarebbe svolta la cerimonia.

Non ama girare per negozi, soprattutto da quando, sempre nel 1999, ha accettato quell’odioso lavoro di segretaria. Entrata da Monsoon per chiedere se avessero un vestito elegante, ma comodo, per quel tipo di evento, è successo qualcosa che avrebbe cambiato il suo destino. «Certo signora, le mostro la nuova collezione», la invita la commessa. «Questo abito per esempio è coprente ma non pesante, e mi sembra adatto a una giornata di inizio ottobre. Se non sbaglio, la sua taglia dovrebbe una 48 o 50… Da questa parte, se vuole provarlo, intanto le cerco le taglie.»

Dopo che i due orribili numeri sono usciti da quelle labbra sottili, Isabella è rimasta come impietrita e ha assunto per pochi secondi lo sguardo gentile ma inebetito di una donna cortese e all’apparenza posata, di quarantadue anni. Cosa diavolo avrà voluto dire con «coprente ma non pesante»? si chiedeva mentre appoggiava la borsa sullo sgabello del camerino.

Venti secondi di panico e respiro corto. Tunf, tunf, tunf.
La bolla soffocante si è squarciata al primo soffio di realtà. Isabella non lo sapeva ancora, ma finalmente si era rotto qualcosa, e c’era solo da sperare che la tranquilla routine quotidiana non ricucisse la ferita tanto in fretta. Le navi greche si intravedono vicino alle rive della spiaggia troiana. Lo scontro è inevitabile. Isabella pensa: Non mi ero resa conto che in tutti questi anni anch’io, per necessità, me ne andavo all’Oviesse a comprare pantaloni di taglie morbide. La scusa di sentirmi comoda dietro la scrivania mi aveva momentaneamente salvata. E alla commessa del Monsoon Isabella ricorda di aver risposto:

«Credo che la 48 possa andare bene. Grazie». Poi è scomparsa nel camerino a provare il vestito dalle tenui sfumature rosa e violetto e… Accidenti, non è possibile! «Mi farebbe provare anche la 50 per cortesia? Mi piace sentirmi a mio agio… e poi magari per ottobre metto su qualche chiletto.» Doppiamente inebetita sì, ma con un artificiale accenno di sorriso, questa volta. Provato. Le andava bene. Era una realtà, un numero, un fatto condiviso con un altro umano. Una donna. La commessa di Monsoon.

Isabella è uscita senza comprare l’abito. Oggi, al matrimonio, ne indossava uno nero. Un due pezzi, composto da giacca e pantaloni morbidi. Girava per i tavoli, salutava amici e amiche, ripetendo a se stessa che nessuno avrebbe notato più di tanto i chili di troppo, perché il nero snellisce. È da quella mattina di luglio che tenta incessantemente di ricucire lo strappo, l’incrinatura nel suo fragile universo, imbrigliando la entro i rigidi binari di una rassicurante quotidianità: lavoro, marito, figlio, pantaloni comodi, menzogne e una nitida pellicola che la separa dalla felicità.
Paolo guarda il film alla tv, Isabella guarda il film dentro di sé. Un marito e una moglie, due ipnosi… Quella di Isabella termina così: «Amore, ho preso una decisione. Non so come e non so quando, ma voglio assolutamente riprendermi la mia 42». Ma anche una 44 non sarebbe male, aggiunge tra sé, con un mezzo sorriso. E mentre scorrono i titoli di coda, oggi è germogliato il futuro. Isabella si prepara a passare una domenica a digiuno e a non pensare più al cibo. Non sa ancora, però, che la sua mente non riesce a negare appetiti e desideri con tanta facilità. Nessuno le ha mai insegnato come funzionano esattamente i suoi pensieri e come poterli indirizzare verso la taglia 42. Lei è ancora convinta che basti formulare dei buoni propositi, perché si realizzino. E promette a se stessa: Dunque, oggi è sabato, non mangerò fino a domenica sera.

8 ottobre – L’inconscio e Star Trek
Ma la mente di Isabella, che capisce le cose a modo suo e non percepisce la formulazione del «non», traduce il desiderio di Isabella esattamente nell’opposto. La nostra mente inconscia deve prima creare l’immagine e poi negarla. A quel punto è troppo tardi perché il messaggio è passato, ma esattamente al contrario di come avremmo voluto.

Infatti, la sua mente percepirà un proposito che assomiglia di più a: Dunque, oggi è sabato, mangerò fino a domenica sera. Sembra quasi una maledizione o una legge alla quale non ti puoi sottrarre. Dici di non voler fare una cosa e, cavolo, fai proprio quella cosa lì e il desiderio dentro di te è più forte di qualsiasi disciplina autoimposta. La verità è che l’inconscio assomiglia un po’ al dottor Spock dell’Enterprise e, come lui, prende per vero tutto ciò che gli viene detto. Non conosce il sarcasmo, l’ironia, le metafore e le negazioni. In pratica, se dicessimo alla mente inconscia che il nero è il colore delle parole, questa ci crederebbe. Se poi aggiungessimo che è difficile scovare in libreria un volume stampato in caratteri rossi e verdi, lei, prima di negare la possibilità che tale libro esista, dovrebbe immaginarsi di sfogliare le pagine e vedere parole colorate di verde e rosso. Se rivolgessimo alla mente inconscia la battuta che «siamo messi bene con i nostri politici» non capirebbe l’ironia.

Se le dicessimo che sarà difficile guarire da un brutto raffreddore, lei lo renderà più difficile. Se poi le confidiamo che ci sentiamo prigionieri in una bolla senz’aria e senza speranza, potremmo avvertire la stessa pena di Isabella. In conclusione, la promessa fatta a se stessa di non è stata infranta più volte nell’arco della giornata. Sarà stata l’idea fissa di dover resistere, o il fatto di costretta a cucinare per Luca, o la telefonata con la madre… insomma, un totale fallimento. Eppure lei non molla e domani inizia una nuova settimana. Il week-end di mangiate è finito e lunedì è un altro giorno.

Articoli collegati:

brian tracy I prossimi 16 e 17 ottobre a potremo conoscere di persona in un prezioso e ricco (intendo in termini di contenuto, ma visto il titolo :) …) organizzato da : ABITUDINI DA UN MILIONE DI EURO.

Conosco solamente da alcuni suoi audio formativi e dal libro che trovi in alto: La Psicologia della Vendita.

Come al solito, da buon relatore americano, ha la parlantina, mantiene viva l’attenzione, sa come parlare al pubblico, fosse anche solo fatto di una persona con gli auricolari nelle orecchie!

mi piace per due motivi principali:
1. parla chiaro
2. non trascura i dettagli (o quelli che potrebbero apparire come tali)

E poi, da non trascurare, come la maggior parte dei formatori di successo, dà soluzioni e lo fa sin da subito sia negli audio che nel libro La Psicologia della Vendita, senza aspettare di annoiare il lettore o ascoltatore fino a metà lettura o ascolto.

Prima ancora di comprare però, eccoti qui un LINK GRATUITO dagli organizzatori dell’evento ABITUDINI DA UN MILIONE DI EURO a del 16 e 17 ottobre, per vedere un breve di che parla, sottotitolato per noi italiani:

Video Brian Tracy

Buona visione,
Debora

Articoli collegati:

Ultimi 7 Articoli
Ebook Debora Conti
Articoli Feed Rss
feed rss
Dimagrire con la Programmazione Neurolinguistica: Giusto Peso Per Sempre è il metodo che ti fa dimagrire senza dieta. Se vuoi controllare il tuo peso senza diete, la PNL ti sarà utilissima per perdere peso con la tua mente dimenticando ogni dieta. Clicca qui per scoprire come con questo nuovo Ebook Gratis
Ebook.deboraconti.com
Categorie
  • Curiosità (32)
  • Dieta (53)
  • EFT (3)
  • Fitness (6)
  • Movimento (14)
  • PNL e Formazione (61)
  • Salute (14)
  • Seminario (11)
  • Tai Chi (5)
  • Tags Cloud
    Archivi del Blog
    Commenti Feed Rss
    feed rss
    Health Lose Weight Wellness: You want to lose weight for good! Take control of your weight loss & diet with NLP, without any diet. The Neuro Linguistic Programming will help you to lose weight for good with the power of your mind and forget diets forever... Download Free Ebook!
    www.deboraconti.com
    Link Partner
    Trova qui nel blog

    WIDE srl Milano Italia © WIDE srl ™- Sede legale : Milano - P.IVA : 05378370968 SRL
    www.deboraconti.com - www.giustopesopersempre.com - www.deboraconti.it - www.giustopesopersempre.it
    Programma di Affiliazione - Ebook.deboraconti.com - Debora Conti versione English