Il capitolo prosegue così:
9 ottobre – Azione!
Come ogni lunedì mattina Isabella esegue il suo rituale con la bilancia. Mentre si toglie il pigiama e fa la pipì pensa che ieri ha comunque mangiato due volte. Nuda, appena alzata, prima del caffè e dopo essere andata in bagno, sale sulla pedana. Per fare ciò appoggia una mano sul lavandino e la bilancia segna 65 kg. Poi toglie la mano e l’ago corregge il suo giudizio. Al mattino, Isabella pesa 67 kg. Chissà stasera quanto peserò? si chiede subito. Forse se mangio poco, ma veramente poco, caro piccolo aghetto non ti sposterai…
Il suo è il classico piano d’azione di chi non ha un piano. Sulla rivista che aveva sfogliato mentre aspettava di farsi stirare i capelli per il matrimonio, aveva letto che se si riducono i carboidrati lo stomaco si sgonfia. Quello era in effetti il suo obiettivo. Il problema era che l’articolo non precisava né il motivo per cui lo stomaco si sarebbe dovuto sgonfiare, né di quanto e per quanto tempo bisognava ridurre l’apporto di carboidrati, né a quali carenze nutrizionali si andava incontro. Eretta e nuda, con gli occhi fissi su quel verdetto digitale, Isabella dichiara: «Non mangerò pane e pasta per venti giorni». Ma come affrontare il calo di energia e, soprattutto, cosa mangiare al posto della pasta? Il fatto di non avere un’educazione alimentare adeguata per fronteggiare queste evenienze la spaventa meno di non riuscire a vedere il numerino sulla bilancia se si mette bella dritta. La pancia lo copre e questo la fa rabbrividire.
La giornata è stata tutto sommato positiva. È riuscita a non mangiare carboidrati, ma solo un pezzettino di focaccia che le hanno offerto al solito self service. L’ha accettato per non sembrare maleducata. La pancia è rimasta la stessa e, quindi, pensa di non aver fatto alcun danno. La sera bisogna ripetere il rito della bilancia e Isabella mangia di conseguenza, sapendo che tre ore dopo si peserà di nuovo. E la giornata di privazioni ha dato, in apparenza, i suoi frutti.
Il peso dichiarato dallo strumento è esattamente 67,3 kg. Un ottimo risultato tenendo conto dell’acqua bevuta e della stanchezza. A fine serata, mentre Luca sta già dormendo nella sua cameretta e Paolo sta leggendo un libro di fisica quantistica sprofondato nella poltrona della sala vicino alla grande lampada anni Settanta, Isabella inizia, in cucina, un monologo con se stessa.
Nella pentola sono avanzate dalla cena un po’ di patate e lei le sta coprendo con il cellofan. Poi, all’improvviso, gli occhi di Isabella vedono la sua mano destra sollevare la pellicola e le dita della mano sinistra intrufolarsi per afferrare una, poi due, tre patate arrosto. Fredde. Ecco il suo dialogo interiore: a ogni pensiero «A» si accompagna il pensiero «B» corrispondente.
Pensiero A di Isabella
Chi se ne frega! Ormai mi
sono pesata. È tardi. Almeno
mi godo due patate avanzate
dalla cena.
Pensiero B di Isabella
Come faccio a trovarmi sempre
in queste situazioni? E
non me ne accorgo prima.
Pensiero A di Isabella
E anche un pezzettino di
zola, e il pane avanzato, e
una sorsata di Coca, per digerire
meglio.
Pensiero B di Isabella
Chi se ne frega, io non voglio
certo morire di fame…
per tutta la vita! Almeno
mangio e me la godo, non
come quei manici di scopa.
E mio marito mi dice che
sono Isabbbona IsaTanta.
Pensiero A di Isabella
Il fondente non ingrassa. Il
cioccolato mette di buon
umore, una brioche mica
mi farà male…
Pensiero B di Isabella
Ma sarà un complimento?
Pensiero A di Isabella
Ho già sforato con pasta e
patate. Ormai, cosa vuoi
che faccia una brioche, almeno
me la godo!
Pensiero B di Isabella
Oppure si è accorto che sono
ingrassata?
10 ottobre – Il dopo abbuffata
Anche se la sera prima Isa ha fatto tardi, alle sette suona la sveglia e bisogna cominciare una nuova giornata. Oddio, mi sento così piena e ho ancora un pezzo di brioche tra i denti, pensa appena infilati i piedi negli zoccoli. Bleah! Le mani mi puzzano di zola… me le sono lavate ieri dopo quella abbuffata?
Isabella ripete il rito della mattina precedente: 67 kg! «Evvai, non ho messo su niente ieri sera! Sono troppo forte e ho il metabolismo che funziona da dio!» La sera, un po’ per il ciclo che sta arrivando, un po’ per lo stress e la tensione, Isabella farebbe bene a non pesarsi: 67,8 kg. La semplice azione di controllare ogni dodici ore la bilancia ha la capacità di renderla euforica o delusa. Come se il proprio peso corporeo potesse stabilizzarsi o compromettersi
ogni dodici ore.
11 ottobre – Sono grassa
7.12: ancora 67,5 kg. «Sono grassa», ecco la sentenza del mattino. Alcuni di noi iniziano la giornata con un sorriso, ascoltando il canto degli uccellini fuori dalla finestra. Altri ringraziano Dio per essersi svegliati ancora su questa terra. Altri ancora ripetono dentro di sé frasi energiche e «pompanti». Isabella, invece, regala a se stessa un bel «sono grassa»! A queste due paroline non proprio incoraggianti si accompagnano un senso di tristezza e smarrimento che lei avverte nel petto e si guarda bene dall’allontanare. Questo stato d’animo negativo perdura anche in ufficio. Alle 13.40 Isabella inizia la sua tipica pausa pranzo, davanti al computer, con una barretta di cereali.
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È di una certa Debora Conti.
«E chi è?»
Dà un’occhiata in giro e poi decide di scaricare un ebook, cioè un libro elettronico, gratuito. Speriamo che non sia la solita sfilza di pensieri positivi o frasi da esaltati, pensa Isabella.
Isabella legge
Vuoi perdere peso facilmente? Sì.
Vuoi mangiare tutto quello che desideri e restare in forma? Sì.
Vuoi tornare al tuo peso giusto per sempre? Magari!
Vuoi sentirti veramente felice con il tuo corpo? Certo.
Fai fatica a perdere quei chili in eccesso? Eh, ma va?
Ti piacerebbe smettere di abbuffarti di nascosto? Come fa a saperlo?


















































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29 Agosto 2008 alle 00:20
Ho già letto il primo fantastico libro, cara Debora! Sto ancora sperimentando le tue teorie, e devo capire se i tre chili persi nel mese di agosto, sono merito delle ferie o del libro , o di entrambi.
Questo secondo libro fa quasi paura per come rispecchia le mie sensazioni e difficoltà .
Mi sono calata nel personaggio, ma con una differenza: io ho già iniziato il mio cambiamento mentale e spero di non mollare ora che riinizierà il tram tram di tutti i giorni.
Domani comprerò il tuo libro!
Debby sei fantastica!
Un grosso bacione! Anna
29 Agosto 2008 alle 08:16
Ciao Anna!
Complimenti per i 3 chili estivi innanzitutto!
Beh, il cambiamento mentale e i chili persi sono segni molto forti che sarà difficile dimenticare anche di fronte alla routine che ritorna.
L’unico consiglio che posso darti per aiutare la tua parte cognitiva a mantenere un po’ di attenzione sul tuo obiettivo di GPXS e di non farsi distrarre “più di tanto” dalla vita normale è di VIVERE I VANTAGGI.
Renderti conto di come ti senti, prenderti dei minuti per far sapere al corpo come ti senti con le 7 mosse per es, con i 3 chili in meno, con più energia magari…
Vivere i vantaggi sposta automaticamente la tua attenzione verso l’obiettivo GPXS e la mantiene più attiva.
Come hanno fatto a dimagrire ti darà spunti sia per soluzioni pratiche da testare sia per mantenere l’attenzione attiva, proprio quello che dicevo prima…
…e poi, spero che ti piacerà , ho riportato le vere storie di differenti tipi di successo e l’ho fatto con tutto il mio cuore!
Deb