Beveroni… Pasticche… No, non sto parlando di droghe: sto parlando di integratori. Molti italiani, anzi italiane (visto che circa due terzi dei consumatori di beveroni sono donne) si affidano agli integratori soprattutto in questo periodo. Ma la domanda è? A cosa servono?
Ad integrare mancanza di vitamine o minerali? A tirarsi su in primavera?
Può darsi, ma a sentire il professore M. Carruba si esagera a dismisura. L’unico caso in cui il professore concepisce l’uso di integratori è quando è presente allergia a alimenti che apportano quello specifico minerale o vitamine e serve una reintegrazione esterna. Ad esempio la vitamina C per chi fosse allergico alle arance.
Una cosa è certa: gli integratori e i beveroni non ridanno bellezza e tonicità . Esistono casi di atleti che ne fanno uso e casi di sportivi che ne abusano. Un integratore è utile per riprendersi dopo la pratica sportiva ma non può essere venduto come bevanda miracolosa e risolutiva di problemi di peso.
Ecco la conclusione dell’intervista quindi, l’uso degli integratori dovrebbe essere limitato a pochissimi casi con minor frequenza.
Sarebbe un vero miracolo poter assumere i nutrimenti per pillola o bevanda e non preoccuparsi più se siamo in regola con tutti i nutrienti necessari.
Però c’è un però. A quanto sembra una serie di principi nutrizionali, che se assunti da cibi veri e regolarmente presenti nel nostro organismo ci assicurerebbero salute e longevità , se assunti per pillola o bevanda, quindi pronti all’assimilazione (troppo pronti) potrebbero addirittura accorciarci la vita.
Forse non è un caso che non siamo ancora arrivati ad eliminare il cibo e a nutrirci per nutrienti già pronti all’uso. Forse abbiamo bisogno di processare internamente. Forse abbiamo bisogno di avere presenti combinazioni di sostanze per ricavarne longevità .


















































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